Machete

settembre 3, 2010 Nessun Commento

La Mostra del Cinema.
Credo di non sbagliare a definire la mostra come uno degli appuntamenti culturalmente più interessanti della penisola. Registi da tutto il mondo portano i loro film in anteprima, a due passi da casa mia.

Tra i film in concorso a Venezia non ce ne interessava nessuno: quei polpettoni da critici, tzé. No, noi (plurale maiestatis) siamo andati a vedere un filmaccio di quelli in cui vengono staccate teste, strappate budella e mostrate tette.

Noi siamo andati a vedere Machete.

Robert Rodriguez sono anni che ormai presenta una doppia anima di regista di film per bambini – che piacciono solo a loro che non capiscono un cacchio di cinema – e di regista di film per adulti che preferirebbero rimaner bambini – e continuare a vedere Kenshiro far esplodere teste -
Machete appartiene a quest’ultimo tipo e non si distacca molto dal mood (come direbbero gli americani) di altri film di Rodriguez, come Planet Terror, la trilogia del mariachi o il sempre classico From Dusk Till Dawn.

Il film è palesemente un regalo fatto da Rodriguez a Danny Trejo, ex carcerato che ha sempre interpretato ruoli di secondo piano all’interno di filmetti d’azione e che non potrebbe mai e poi mai reggere la parte di protagonista in un film. Del resto, alla presentazione del film alla Mostra, nemmeno Trejo pareva credere di essere lui il protagonista del film, continuando a firmare autografi, fotografare la gente che lo osannava e dar spettacolo aprendo la sua giacca con dei machete disegnati all’interno. L’uomo più felice del mondo, ve lo posso assicurare.
Per tamponare l’inesperienza di Trejo, Rodriguez affianca un sacco di altri attori di culto che sembrano bloccati nel loro ruolo di attori che non hanno mai fatto parti importanti (Jessica Alba, Michelle Rodriguez, Don Johnson, Cheech Marin) oppure ormai al termine della carriera e ridotti a fare camei in giro per film (Robert De Niro, Steven Seagal). Ne viene fuori un baraccone di facce già viste parzialmente epico e parzialmente nostalgico, che ovviamente gasa il pubblico più dell’effettiva qualità del film: una strategia che anche Stallone adopera per il suo The Expendables e che favorisce molto l’hype all’interno delle comunità più nerd di internet.

Machete, nato come falso trailer del progetto di Tarantino e Rodriguez Grindhouse, non ha chissà che letture da offrire: la questione immigrazione è affrontata banalmente e con l’accetta. Molto più interessante è l’accetta sui cattivi che Machete, nome del protagonista, non ha certo paura di usare. E tra un taglio netto di mano, uno strappo di budella e un bagno in piscina con una Lindsay Lohan dalle tette di fuori, il film scorre via con le sue scene d’azione esagerate e i suoi dialoghi scritti da bulli di periferia (“Machete don’t text”) che strappano ben più di un sorriso.

Sembrano sicuri altri seguiti, che seguiranno la stessa formula. Non stancherà mai? A noi non ha ancora stancato, ma noi proprio non riusciamo a digerire i film con le ballerine classiche, quindi non fidatevi della nostra opinione.

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Sull'autore dell'articolo: Alessandro
Uomo instabile, fatica a trovare qualcosa o qualcuno che lo soddisfi pienamente. Scrive più articoli in questo blog di quanti ne vengano pubblicati, essendo un autore dal cestino facile. E' convinto di aver sempre ragione, cosa che il più delle volte si è rivelata vera. Delle poche volte in cui ebbe torto, non esistono testimoni ancora in vita.

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